Francia: il governo usa per la prima volta marcatori chimici e nanoparticelle sui manifestanti

postiamo dal blog invictapalestina.org

A loro insaputa, Gilet Gialli e passanti sono diventati cavie del primo esperimento al mondo sugli esseri umani con nanoparticelle e marcatori chimici il cui effetto sugli organismi biologici è ancora molto poco conosciuto.

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21 marzo 2019

Per il governo francese, si tratta di innocui “prodotti di marcatura chimica codificati” che impregnano la pelle, i capelli e i vestiti delle persone interessate per un periodo di tempo variabile da diverse settimane a decenni.

Ufficialmente questa imprecisata tecnologia non è mai stata utilizzata contro degli esseri umani.

Tuttavia, accurate informazioni raccolte da alcuni professionisti della sicurezza indicano che durante l’Act XVIII dei Gilet Gialli, cannoni ad acqua e gas contenenti marcatori di DNA e nanoparticelle sono stati usati contro i manifestanti senza alcun preavviso.

Oltre ai marcatori chimici e alle nanoparticelle, i cui effetti sulla salute umana sono molto poco conosciuti, l’aggiunta di nuove sostanze psicotrope ai gas CS assomiglia a una vera e propria sperimentazione su larga scala di nuove tecniche di controllo sociale, simili a quelle delle peggiori distopie di film e romanzi di fantascienza.

Queste “armi del DNA” sviluppate in Gran Bretagna e ampiamente utilizzate in Israele contengono sostanze chimiche e biologiche la cui nocività per la salute umana è stata volutamente ignorata, specialmente in Israele dove detenuti palestinesi dichiarano di aver contratto vari tipi di cancro in seguito all’etichettatura del loro DNA o all’uso di altre tecniche di controllo che coinvolgono nanoparticelle responsabili di aver danneggiato il materiale genetico delle cellule dei loro organismi.

Il governo francese ha ammesso di avere utilizzato marcatori chimici sui manifestanti a titolo di esperimento durante le dimostrazioni del 1° maggio 2018. Ma la gente doveva essere avvertita che sarebbe stata oggetto di esperimenti proibiti.

Per i difensori di tali procedimenti, i prodotti di etichettatura del DNA o dell’RNA non rappresentano alcun pericolo, ma le loro dichiarazioni non sono supportate da alcuna evidenza scientifica.

Si sa che l’impatto della maggior parte di sostanze biochimiche utilizzate da o sull’uomo può essere rilevato solo dopo anni poiché la maggior parte degli studi non positivi è sistematicamente censurata dalle grandi aziende dell’industria chimica.

L’uso di sostanze psicotiche per il controllo di manifestazioni e rivolte urbane si è rivelato molto più pericoloso sul terreno.

Nel 2014, le forze dell’ordine in Ucraina hanno sperimentato bombe a gas contenenti LSD, fornite da una compagnia israeliana, sui manifestanti a Kiev e il risultato fu catastrofico: i manifestanti presi di mira diventarono molto più agitati e violenti e alcuni cominciarono ad avere forti convulsioni prima di gettarsi a corpo morto sui veicoli della polizia, richiedendo l’uso di munizioni vere per fermarli.

In Brasile, la polizia ha sperimentato già nel 2016 sostanze chimiche che avrebbero dovuto calmare i rivoltosi, ma l’esperimento andò storto e la polizia finì per ridurre le violenze usando di armi da guerra. In realtà, la sostanza utilizzata era un farmaco neurotossico molto pericoloso che aveva un impatto diretto sul sistema nervoso.

In Israele, alcuni dei gas utilizzati contro i manifestanti contengono interferenti endocrini, sostanze allucinogene e LSD al fine di rendere più violenti i manifestanti con l’effetto cercato di giustificare l’uso di cecchini e colpi ad altissima velocità (proiettili in lega speciale che possono avere una velocità iniziale di 1200 m/secondo).

I gas utilizzati in Francia per il mantenimento dell’ordine comprendono il CS2 (clorobenzilidene- malononitrile), un tempo degli irritanti ma recentemente neurotossici, che possono alterare profondamente le capacità di percezione e coscienza.

Altri tipi di nanoparticelle sono sempre più utilizzati per mantenere l’ordine, ma il loro uso rimane segreto perché persino gli stessi agenti di polizia che li usano non sempre conoscono la natura dell’arma non-letale che usano.

Con la marcatura chimica degli individui, le nostre società hanno compiuto un ulteriore passo avanti nel controllo totalitario dell’individuo, fino alle radici dei suoi capelli e al suo DNA.

Francia: il governo usa per la prima volta marcatori chimici e nanoparticelle sui manifestanti

Perquise et GAV de street medic à Nantes

Alors qu’en cette fin de mouvement social, la répression semble être
loin de faiblir, c’est à présent à notre tour de devoir y faire face.

En effet, ce mercredi matin, alors qu’elle s’apprêtait à quitter son
domicile pour se rendre au travail, une membre du collectif Street Medic
Nantes a subi une perquisition de son appartement par quatre policiers.
Après avoir minutieusement fouillé dans son intimité, retourné ses
affaires, photographié des éléments et saisi du matériel, ces derniers
l’ont finalement emmenée jusqu’au commissariat central pour y être
auditionnée. Elle y a alors été placée en garde à vue, après avoir
découvert être ciblée par une enquête préliminaire pour des faits
d’exercice illégal de la médecine, ainsi que de participation à un
groupement en vue de commettre des violences sur personnes dépositaires
de l’autorité publique ou des dégradations.
Après une dizaine d’heures de garde à vue, elle a finalement été libérée
en fin de journée. Dans l’attente d’une éventuelle date de procès, elle
s’est toutefois vu signifier une interdiction de quitter le territoire
français.

Nous souhaitions donc par ce communiqué lui réaffirmer notre total
soutien, à elle ainsi qu’à toutes les personnes victimes d’une
répression d’État de plus en plus féroce. Nous y partageons également
notre rage de nous savoir désormais aussi ouvertement ciblé-e-s. Notre
détermination à nous opposer aux institutions répressives ne fait que se
renforcer. Les intrusions dans la vie privée voir intime que constituent
les pratiques policières de renseignements, d’interrogatoires et de
perquisitions sont des évènements traumatisants, contre lesquels il
convient de faire front afin de les dénoncer, de les combattre et de les
surmonter.

Face la répression, qui tente de nous intimider, de nous isoler et de
briser les liens de solidarité, ne restons pas seul-e-s. Parlons-en,
soutenons-nous, et organisons-nous afin de mettre à mal les stratégies
de l’État et de ses sbires.

Soutien aux personnes blessées ou inculpées par l’État et ses chiens de
garde, et ce quelles que soient leurs pratiques de lutte. Soutien à
notre camarade et amie.

Street Medic Nantes